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  • A4 Avant
    A4 Avant
    Prezzo: da 46'440.00 CHF**

    Consumo di carburante combinato*: 5.3–4.4 l/100 km

    Emissioni di CO2 140–114 g/km

    **Indicazione del prezzo incluso il bonus premium

  • A4 Avant g-tron
    A4 Avant g-tron

    Consumo di carburante combinato*: 4.3–3.8 l/100 km CNG | Benzin 6,5–5,5 l/100 km

    Emissioni di CO2 117–111 g/km CNG | Benzin 147–139 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi A4 Avant g-tron è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • A4 allroad quattro
    A4 allroad quattro
    Prezzo: da 54'950.00 CHF**

    Consumo di carburante combinato*: 6.8–4.9 l/100 km

    Emissioni di CO2 154–128 g/km

    **Indicazione del prezzo incluso il bonus premium

  • S4 Berlina
    S4 Berlina

    Consumo di carburante combinato*: 7.7–7.5 l/100 km

    Emissioni di CO2 174–170 g/km

    L’Audi S4 Berlina non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • S4 Avant
    S4 Avant

    Consumo di carburante combinato*: 7.9–7.7 l/100 km

    Emissioni di CO2 179–175 g/km

    L’Audi S4 Avant non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • RS 4 Avant
    RS 4 Avant

    Consumo di carburante combinato*: 8.8 l/100 km

    Emissioni di CO2 200–199 g/km

    L’Audi RS 4 Avant non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • A5 Sportback
    A5 Sportback
    Prezzo: da 47'680.00 CHF**

    Consumo di carburante combinato*: 5.2–4.3 l/100 km

    Emissioni di CO2 138–113 g/km

    **Indicazione del prezzo incluso il bonus premium

  • A5 Sportback g-tron
    A5 Sportback g-tron

    Consumo di carburante combinato*: 4.3–4.1 l/100 km CNG | Benzin 6,4–6,1 l/100 km

    Emissioni di CO2 115–111 g/km CNG | Benzin 147–139 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi A5 Sportback g-tron è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • A5 Cabriolet
    A5 Cabriolet
    Prezzo: da 55'620.00 CHF**

    Consumo di carburante combinato*: 5.4–5.1 l/100 km

    Emissioni di CO2 143–137 g/km

    **Indicazione del prezzo incluso il bonus premium

  • S5 Coupé
    S5 Coupé

    Consumo di carburante combinato*: 7.7–7.5 l/100 km

    Emissioni di CO2 174–170 g/km

    L’Audi S5 Coupé non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • S5 Sportback
    S5 Sportback

    Consumo di carburante combinato*: 7.7–7.5 l/100 km

    Emissioni di CO2 174–170 g/km

    L’Audi S5 Sportback non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • S5 Cabriolet
    S5 Cabriolet

    Consumo di carburante combinato*: 8.0–7.9 l/100 km

    Emissioni di CO2 181–179 g/km

    L’Audi S5 Cabriolet non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • RS 5 Coupé
    RS 5 Coupé

    Consumo di carburante combinato*: 8.7 l/100 km

    Emissioni di CO2 197 g/km

    L’Audi RS 5 Coupé non è più configurabile. Presso il vostro partner Audi trovate le vetture nuove e usate attuali.

  • A8 L
    A8 L
    Prezzo: da 110'310.00 CHF**

    Consumo di carburante combinato*: 7.7–7.1 l/100km

    Emissioni di CO2 200.0–185.0 g/km

    **Indicazione del prezzo incluso il bonus premium

  • SQ5 TFSI
    SQ5 TFSI

    Consumo di carburante combinato*: 8.5–8.3 l/100 km

    Emissioni di CO2 195–189 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi SQ5 è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • SQ7 TDI
    SQ7 TDI

    Consumo di carburante combinato*: 7.6–7.2 l/100 km

    Emissioni di CO2 199–189 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi SQ7 è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • TTS Coupé
    TTS Coupé

    Consumo di carburante combinato*: 7.3–6.7 l/100 km

    Emissioni di CO2 168–155 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi TTS Coupé è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • TT RS Coupé
    TT RS Coupé

    Consumo di carburante combinato*: 8.4–8.2 l/100 km

    Emissioni di CO2 192–187 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi TT RS Coupé è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • TT RS Roadster
    TT RS Roadster

    Consumo di carburante combinato*: 8.5–8.3 l/100 km

    Emissioni di CO2 194–189 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi TT RS Roadster è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • A4 Avant g-tron
    A4 Avant g-tron

    Consumo di carburante combinato*: 4.3–3.8 l/100 km CNG | Benzin 6,5–5,5 l/100 km

    Emissioni di CO2 117–111 g/km CNG | Benzin 147–139 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi A4 Avant g-tron è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • A5 Sportback g-tron
    A5 Sportback g-tron

    Consumo di carburante combinato*: 4.3–4.1 l/100 km CNG | Benzin 6,4–6,1 l/100 km

    Emissioni di CO2 115–111 g/km CNG | Benzin 147–139 g/km

    Nell’attuale model year (2018) l’Audi A5 Sportback g-tron è già esaurita e pertanto non più ordinabile al momento. Dal vostro partner Audi potete trovare le vetture attuali usate.

  • Modelli Audi g-tron

Quanto è reale la realtà virtuale?

MindMaze collega la realtà virtuale alle neuroscienze. Le rivoluzionarie tecnologie sviluppate dal team interdisciplinare del CEO Tej Tadi sono applicate alla medicina e ben presto anche a videogiochi e cinema.

Testo: Brigitte Ulmer, Foto: Robert Huber

Nicolas sembra quasi un albero di Natale umano:

le spie colorate dei sensori luccicano su polso, gomito e spalle. Se il giovane scienziato alza la spalla destra o il braccio sinistro, il suo sosia sullo schermo esegue simultaneamente lo stesso movimento. Questa sinergia interattiva si basa su un processo computerizzato di imaging dell’azienda losannese MindMaze, utilizzato nella riabilitazione dei pazienti colpiti da ictus. Tramite il tracking ibrido si registrano minuziosamente i progressi compiuti dal paziente che con immane fatica tenta di riattivare le parti del corpo paralizzate. Ogni minimo movimento è un segnale di speranza, poiché indica che i neuroni, gli elementi più importanti del cervello, si stanno lentamente riconnettendo.

Questa tecnologia, che si avvale della realtà virtuale (VR), si chiama MindMotion.

Il CEO Tej Tadi, ingegnere elettrico e neuroscienziato indiano, che in jeans e t-shirt sfoggia il look informale del classico imprenditore hi-tech, ha investito oltre dieci anni nello sviluppo di questa piattaforma terapeutica. «In sostanza si tratta di far credere al cervello che esiste un mondo che appare così autentico da potervi interagire davvero», afferma Tadi. Quando nel 2011 ha fondato MindMaze, la start-up svizzera di maggiore successo, anche grazie a lui la regione intorno al Lago di Ginevra è stata soprannominata «Health Valley».

L’obiettivo di Tadi è far compiere un salto quantico alle terapie mediche tramite le nuove tecnologie. Per perfezionarle, ha radunato attorno a sé un team di neuroscienziati, ingegneri informatici e sviluppatori di software che studiano nuove applicazioni. Robert, collega di Nicolas e responsabile del comparto biosegnali, indossa il visore VR e si immerge totalmente nella realtà alternativa. Di fronte a lui c’è il suo avatar, che ne imita la mimica. Virtualmente lo scienziato di MindMaze guida anche un’auto da corsa o pilota un aereo, attività che consentono ai pazienti di allenare le loro capacità motorie. Il concetto chiave è «gaming terapeutico»: i movimenti dei pazienti vengono trasmessi in tempo reale e l’allenamento faticoso e noioso diventa così più vario. Il cervello è incentivato a riattivare le capacità perdute.

L’avatar rende le interazioni un’autentica esperienza emozionale.

Per un test, la project manager Natascha indossa una cuffia blu munita di elettrodi che misurano la sua attività cerebrale. Nella riabilitazione fisica e neurologica, il monitoraggio tramite elettroencefalogramma (EEG) punta a controllare il livello di difficoltà degli esercizi: al paziente non deve essere richiesto uno sforzo eccessivo né troppo contenuto. Generalmente la VR viene associata ai videogiochi e all’intrattenimento: un mercato miliardario in crescita che porta le persone a svagarsi estraniandosi dalla realtà. Già oggi la tecnologia VR catapulta gli utenti in spazi esperienziali che simulano la realtà: si può salire sull’Everest, librarsi come un uccello nel cielo di Londra o passeggiare con l’ex presidente americano Obama nel parco di Yosemite.

Ma Tadi vuole risolvere problemi seri e produrre cure reali attraverso mondi artificiali.

È cresciuto e si è formato come ingegnere elettrico e informatico nella città indiana di Hyderabad; essendo figlio di un medico, è abituato alle corsie d’ospedale e alla vista dei malati. La sua esperienza l’ha sensibilizzato sulla fragilità della vita umana. Quando nel 2006 è giunto alla Scuola politecnica federale di Losanna (EPFL), non a caso ha scelto le neuroscienze come argomento della sua tesi di dottorato. «Ho lavorato in un team interdisciplinare composto da psicologi e filosofi. Le innovazioni nascono quando un problema viene affrontato da diverse prospettive», sostiene Tadi. Nel laboratorio dell’EPFL ha posto le basi di una tecnologia in cui interagiscono il motion capture del corpo umano, un sistema di feedback tridimensionale e l’imaging cerebrale – la cellula germinale di MindMaze.

Tadi racconta un episodio che l’ha spinto a proseguire le ricerche sull’interfaccia uomo-macchina a favore di persone colpite da malattie o incidenti: l’incontro con un paziente che, dopo l’amputazione delle mani, soffriva di sindrome dell’arto fantasma. Il suo cervello continuava a percepire segnali di dolore. Nel cervello, infatti, è presente una sorta di schema dell’intero corpo nel quale vengono elaborate le sensazioni trasmesse da ogni sua parte. Con MindMotion è stata simulata la presenza delle mani. Il paziente ha indossato il visore VR e all’estremità delle proprie braccia ha visto due mani che si muovevano come se fossero le sue. «Al cervello è stato fatto credere che le mani fossero intatte. Con il tempo ha smesso di inviare segnali di dolore», spiega Tadi. «Così la sofferenza è scomparsa».

La VR viene quindi combinata con la ricerca neurologica e con l’interfaccia uomo-macchina

trasformando in realtà quelli che sembrano gli elementi di una sequenza del film «Matrix». MindMaze, peraltro, ha già lanciato sul mercato medico alcuni prodotti. «Se la terapia viene somministrata subito dopo un intervento, MindMotion accelera la guarigione neuronale», dice Tadi. Sembra quasi un miracolo: se dopo un ictus un paziente riesce a muovere solo la mano destra, sullo schermo gli viene proiettata un’immagine della mano sinistra non mobile che potrà così essere a sua volta guidata dalla mano destra rimasta invece mobile. «Inganniamo il cervello, in un certo senso». L’inganno visivo stimola l’attività neuronale, incentiva la plasticità cerebrale e fa sì che i neuroni tornino a trasmettere segnali anche al braccio reale.

Il connubio tra VR, apprendimento automatico e neuroscienze è alla base anche del successo dell’ultima invenzione di MindMaze: Mask. Si tratta di una tecnologia che sincronizza le reali espressioni del viso con un avatar digitale. I sensori integrati nel visore VR registrano i movimenti dei muscoli del viso e li inviano all’avatar tramite segnali elettrici. Sorrisi, smorfie, corrugamento della fronte, sollevamento delle sopracciglia: fino a dieci diverse espressioni del viso possono già essere tramutate in figure simili a quelle dei fumetti. «Mask rappresenta un grande passo avanti per la realtà virtuale. L’applicazione fa sì che le interazioni siano un’autentica esperienza emozionale. L’obiettivo è rendere la VR ancora più umana, quindi più reale», afferma Tadi.

Questa tecnologia si può applicare a una serie di altre discipline.

Spiega le tante idee che ha: «Benessere, allenamento sportivo, videogiochi: in qualsiasi campo in cui si desideri creare un ambiente apparentemente reale per scoprire qualcosa o addirittura per esercitare un comportamento. E nel frattempo si può controllare lo scenario». O in psicoterapia, ad esempio per i disturbi comportamentali e d’ansia, l’elaborazione dei traumi, la depressione o l’autismo.

I critici delle tecnologie di virtual embodiment intravedono però anche il rischio di manipolazioni: dato che la VR è collegata direttamente al cervello, è possibile rimodellare la percezione e la sensibilità. «Al centro deve sempre esserci il miglioramento delle condizioni di vita umane», ribatte Tadi, convinto che tali tecnologie continueranno ad affermarsi. «Siamo paragonabili a Intel: realizziamo l’infrastruttura sulla quale altri possono basare il loro lavoro», conclude Tadi. «E questo è solo l’inizio».