Scelta della lingua

Selezionare la lingua desiderata.

  • SQ7 TDI
    SQ7 TDI

    Attualmente la nuova Audi SQ7 TDI non è ancora configurabile.

    Consumo di carburante combinato*: 7.6–7.4 l/100 km

    Emissioni di CO2*: 200–194 g/km

To Singularity

Chi desidera dare uno sguardo al mondo seguendo le idee dell’élite della Silicon Valley dovrebbe iscriversi alla Singularity University. Il suo business plan? Un irrefrenabile ottimismo.

Testo: Steffan Heuer | Foto: Bewley Shaylor; Berndnaut Smilde; Bill Wadman; AUDI AG; Shutterstock; Cassander Eeftinck Schattenkerk; Nina Chen | Installazione: Courtesy Berndnaut Smilde und Ronchini Gallery | Video: Singularity University; AUDI AG

Quando Ray Kurzweil sale sul palco per descrivere la sua visione ottimistica di un futuro altamente tecnologizzato, sul pubblico di quasi 100 manager provenienti da 38 Paesi cala il silenzio. Gli smartphone vengono estratti per registrare ogni parola del tecnologo che lavora come capo sviluppo di Google. Davanti ai partecipanti all’executive program della Singularity University, Kurzweil parla un’ora buona dell’inarrestabile avanzata dell’intelligenza artificiale e dei nanorobot microscopici. Secondo l’informatico 69enne, questi ultimi già tra pochi anni circoleranno nel corpo umano per riprogrammare il nostro sistema immunitario e collegare il cervello con il cloud. «Il nostro cervello diventerà un mix di pensiero biologico e non biologico. Questo upgrade renderà le persone più allegre e intelligenti», afferma Kurzweil con l’assoluta convinzione di chi ha dedicato una vita alla ricerca della sintesi tra uomo e macchina. «L’era delle macchine spirituali» è stato uno dei suoi bestseller, seguito dal volume «La singolarità è vicina». Kurzweil allude a un momento non troppo lontano in cui, a causa dell’evoluzione tecnologica sempre più rapida, non si potrà più distinguere tra l’uomo in quanto essere biologico e i sistemi digitali composti da hardware e software. Il punto di svolta in cui atomi e bit diverranno un tutt’uno. «La singolarità», argomenta il visionario, «ci consentirà di superare i limiti dei nostri cervelli e corpi biologici».

Nimbus Karijini, 2017

«Entro il 2045 aumenteremo di un miliardo di volte l’intelligenza collettiva della nostra civiltà costituita da persone e macchine. Dopodiché inizierà la singolarità tecnica: un futuro che supererà la nostra capacità d’immaginazione.»

Ray Kurzweil

Chi vuole imparare sin da ora a pensare come Kurzweil, preparandosi al cambiamento radicale di tutti gli ambiti della vita, può farlo alla Singularity University.

Fondata nel 2009, l’organizzazione è diventata uno dei più famosi think tank di trasformazione digitale. Oltre ad attirare centinaia di top manager in California, organizza anche conferenze da Berlino a Sydney. «Essenzialmente siamo degli ottimisti che credono che la tecnologia possa essere utilizzata per il bene dell’umanità. Per questo vogliamo formare le persone, fornire loro spunti e renderle capaci di comprendere e applicare le tecnologie esponenziali», spiega Carin Watson. Dopo aver lavorato per 20 anni come manager presso grandi aziende, ora si occupa di formazione permanente e innovazione alla Singularity. Secondo lei c’è molto terreno da recuperare per preparare la società a un futuro totalmente connesso, in cui quasi ogni domanda e persino una complessa diagnosi medica troveranno risposta tramite una fitta rete di sensori e dispositivi intelligenti. «Non appena esco da un’università, ciò che ho imparato è già obsoleto. Sarebbe ingenuo attribuire poteri magici alle nuove tecnologie. Ma possono aprire nuove opportunità per affrontare le grandi sfide irrisolte dell’umanità – dalla povertà alla fame passando per l’istruzione e la salute. «Crediamo», sostiene la Watson, «a un futuro caratterizzato dall’abbondanza. Un futuro a cui tutti dovremmo contribuire».

Continua a leggere

Gli effetti della riflessione sul cambiamento esponenziale possono essere testimoniati da Rob Nail, CEO della Singularity.

Laureatosi a Stanford, nel 2007 aveva venduto la sua start-up di biotecnologie ed era alla ricerca di una nuova sfida quando decise di frequentare il primo corso estivo della Singularity University.

Nimbus Probe, 2010
Continua a leggere

Negli ultimi nove anni, dall’appello ad attivarsi per un futuro diverso è nato un movimento mondiale.

La cui sede si trova nell’ex base militare e NASA di Moffett Field, a sud di San Francisco. Direttamente a fianco dello storico hangar aeronautico, la Singularity ha affittato tre edifici in cui sono ospitati l’amministrazione, il centro congressi e un’incubatrice per le start-up di tutto il mondo. Qui, a intervalli di qualche mese, quasi 100 manager di tutto il mondo vengono invitati a un executive program di una settimana per discutere e acquisire il maggior numero di spunti di riflessione sull’imminente disruption. Finora sono stati circa 3000 i partecipanti ai corsi intensivi. Chi desidera accedervi deve candidarsi spiegando, tra l’altro, in che modo vuole migliorare personalmente il mondo. «È un’occasione unica per porre domande sulle tecnologie esponenziali e vivere l’incredibile spirito innovativo della Silicon Valley», afferma Tobias Regenfuss, responsabile del settore Cloud & Infrastructure Services presso la Accenture di Monaco di Baviera, parlando della sua partecipazione all’executive program nell’inverno 2017. «Non importa che si condivida o meno la visione della Singularity nella sua globalità: tutti noi in passato abbiamo sottovalutato la velocità con cui le cose cambiano. Ciò che ho appreso qui posso utilizzarlo nel mio lavoro, per i miei clienti», sostiene entusiasta Regenfuss. Pinar Emirdag, fisica originaria della Turchia, apprezza soprattutto il fatto di tornare al suo lavoro di responsabile di un piccolo team di innovazione della State Street Bank di Londra avendo gettato uno sguardo inedito sul mondo. «È importantissimo comprendere gli effetti sociali ed economici di grande portata derivanti dalle innovazioni tecniche. Ma innanzitutto bisogna aprirsi e cambiare completamente la propria prospettiva e mentalità».

Nimbus De.Groen, 2017

Per accelerare il cambiamento ad ampio raggio, di recente la Singularity ha iniziato anche a sostenere le start-up più promettenti e a investire nelle loro attività.

I team che propongono idee innovative su grandi temi quali povertà, salute e istruzione possono frequentare un programma di sette settimane presso l’incubatrice della Singularity, per poi presentare i loro concept e prototipi a una «Demo Fair». Non appena l’idea si è tramutata in una start-up, Singularity Ventures partecipa alla fondazione della nuova azienda e crea contatti preziosi con mentori, potenziali partner commerciali e finanziatori. Monique Giggy, responsabile della Ventures, spiega che dal 2016 – anno di avvio dell’iniziativa – un totale di undici team ha partecipato all’incubatrice. Al termine del percorso, la maggior parte dei team si è trasformata in aziende in portafoglio. Nel complesso la Singularity Ventures ha investito in 58 start-up, che finora hanno raccolto capitali per 220 milioni di dollari e creato oltre 500 posti di lavoro. Tra i successi del programma figurano il pioniere dei droni Matternet e Majik Water, che con la loro tecnologia sono in grado di trasformare l’umidità atmosferica naturale in acqua potabile nei villaggi poveri del Kenya. «Le start-up che giungono da noi», afferma la Giggy, «si impegnano con una passione incredibile per fare la differenza nel mondo». Si prevede che dal 2018 i fondatori di queste aziende testimonieranno il loro entusiasmo anche ai partecipanti all’executive program. Così i manager potranno instaurare un contatto diretto con le nuove leve, di modo che l’idea di una comunione di intenti tra uomo e macchina si trasformi ancora più rapidamente in realtà.

Nimbus Himalayas Museum, 2015
Continua a leggere